Presidente Federale - Biografia Umberto Bossi

 

PRESIDENTE Federale
on. Umberto Bossi

 

La mia voce si alza volutamente senza diplomazia, perché noi padani rifiutiamo di essere coinvolti nell’astuzia della palude romana che non si accorge che così tutto muore. Noi vogliamo il cambiamento.

 


Chi è Umberto Bossi: breve biografia

 

 

Umberto Bossi nasce a Cassano Magnago, in Provincia di Varese, il 19 settembre del 1941. Dopo aver conseguito la maturità scientifica, si iscrive alla facoltà di Medicina di Pavia, ove esercita anche la professione di tecnico elettronico applicato alla medicina.

È sposato con Manuela Marrone ed è padre di 4 figli.

Negli anni Settanta, dopo l’incontro con l’allora leader dell’Union Valdotaine, Bruno Salvadori, si avvicina alle idee dell’autonomismo e inizia ad impegnarsi attivamente in politica.

Agli inizi degli anni Ottanta, dopo aver abbandonato gli studi poco prima di ottenere la laurea, insieme a Giuseppe Leoni e Roberto Maroni, fonda la Lega Lombarda, di cui viene nominato Segretario.

Nel 1989, decide che è giunto il momento di creare un grande Movimento federalista. Grazie alla sua volontà, riesce ad ottenere l’unione delle varie leghe regionali presenti allora in alcune Regioni del Nord.

Così, il 4 dicembre 1989, nasce la Lega Nord della quale è nominato Segretario Federale, carica che ricopre fino al 2012.

Nel 1987 viene eletto per la prima volta Senatore. Successivamente, nelle elezioni del 1992, 1994, 1996 e 2001, è eletto deputato. (Nel 1992 porta a Roma 80 parlamentari e ben 180 nel 1994).

A seguito della elezione del 2001, entra a far parte del II° Governo Berlusconi come Ministro senza portafoglio per le “Riforme Istituzionali e la Devoluzione”, incarico che ricoprirà dal 10 giugno 2001 al 18 luglio 2004.
È anche eletto al Parlamento Europeo nel 1989, 1994 e 1999.
E’ eletto nuovamente al Parlamento europeo nelle elezioni del 12 e 13 giugno 2004. A causa delle disposizioni legislative che stabiliscono la incompatibilità tra le cariche di parlamentare europeo e parlamentare nazionale o componente del Governo, il 18 luglio del 2004 decide di dimettersi dalla carica di Ministro per le riforme istituzionali e la devoluzione e da quella di deputato, per andare ad occupare il seggio di Bruxelles.

Punti fermi della sua battaglia politica sono il federalismo e la devoluzione, la lotta contro la burocrazia, contro lo statalismo e il centralismo e contro l’immigrazione clandestina.

Grazie alle sue idee innovative e rivoluzionarie, il Segretario Federale della Lega Nord on. Umberto Bossi diventa il grande protagonista della vita politica italiana.

Nel lontano aprile del 1990, Bossi organizza il primo raduno di Pontida (sede, nel 1167, dello storico giuramento dei Comuni alleati nella Lega Lombarda contro Federico Barbarossa) che diviene, da quel momento, un appuntamento fisso per il Movimento leghista.

Nel 1994, la Lega Nord (alleata al Nord con Forza Italia nel Polo delle Libertà) entra nel I Governo Berlusconi con 5 Ministri (Maroni, Pagliarini, Speroni, Gnutti e Comino). Bossi, invece, decide di restare ad occuparsi del Movimento. Dopo pochi mesi, nel dicembre 1994, la Lega Nord esce dal Governo e abbandona le cariche ministeriali.
Nel giugno del 1995, Bossi istituisce il Parlamento Padano che si riunisce per la prima volta a Bagnolo San Vito, in Provincia di Mantova.

Alle elezioni politiche del 1996, Umberto Bossi decide di non fare alleanze e porta la Lega Nord, solitaria, ad ottenere il 10% su scala nazionale.

Nel settembre del 1996, sull’onda dello straordinario successo elettorale ottenuto, decide di organizzare una grande manifestazione sul Po, per celebrare la nascita della Padania. Raccoglie al Monviso (sorgente del Po) dell’acqua in un’ampolla che, con una staffetta di 3 giorni, viene poi versata nella Laguna di Venezia come simbolo della purezza e della libertà del Nord.

Da allora, anche l’annuale ritrovo di Venezia diventa un evento simbolo per la militanza del Movimento e per tutto il popolo del Nord.

In occasione delle elezioni regionali del 2000 viene sottoscritto l’accordo che, prevedendo la devoluzione di poteri dallo Stato alle Regioni, pone le basi per la riforma federalista.

Arriviamo al 2001 e alla ritrovata intesa tra la Lega Nord e il Polo delle Libertà, che si uniscono nella Casa delle Libertà, coalizione che vince le elezioni politiche il 13 maggio 2001.

Condizione dell’intesa con i partiti della CDL è il cambiamento del Paese attraverso una serie di riforme, tra le quali la riforma della giustizia, del lavoro, della scuola e, soprattutto, l’approvazione della riforma costituzionale che trasformerà il Paese in uno Stato Federale.

Dopo 5 anni di governo, la Cdl approva la grande Riforma Costituzionale. Il 25 e 26 giugno del 2006 il referendum popolare dimostra la spaccatura esistente nel Paese: il Sud dice no al cambiamento, il Nord lo approva. La riforma, però, non passa.

Qualche mese prima, il 9 e 10 aprile del 2006, la Cdl perde le elezioni per soli 24 mila voti, lo 0,07%. Il governo Prodi che nasce su numeri esigui sarà ricordato come il secondo più breve della storia, durato neanche due anni, e per il numero record di poltrone, 102.

Nel 2008, in previsione delle elezioni politiche anticipate del 13 e 14 aprile, la Lega Nord ottiene il riconoscimento della propria specificità e della forte identità territoriale. L’Alberto da Giussano (con l’aggiunta del nome di Bossi) sarà l’unico simbolo ad affiancare quello del popolo della Libertà nella coalizione di centrodestra.



 

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